Mostra

Giorgio de Chirico. La pittura metafisica

Du 16 Settembre au 14 Dicembre 2020
Giorgio de Chirico-Il Ritornante
Giorgio de Chirico
Il Ritornante, 1918
Paris, Centre Pompidou - Musée national d'art moderne - Centre de création industrielle
Achat avec le soutien du fonds du Patrimoine et avec la participation de monsieur Pierre Bergé, 2009. Ancienne collection Yves Saint Laurent et Pierre Bergé
Georges Meguerditchian © Adagp, Paris © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais / Georges Meguerditchian / Georges Meguerditchian / RMN-GP

La mostra Giorgio de Chirico. La pittura metafisica delinea le influenze artistiche e filosofiche che hanno alimentato il percorso di Giorgio de Chirico, da Monaco a Torino, quindi a Parigi, dove scopre le avanguardie pittoriche del tempo, e infine a Ferrara. Un particolare e inedito rilievo sarà dato ai legami del pittore, scoperto da Apollinaire e sostenuto da Paul Guillaume, con i circoli culturali e letterari parigini.
Nato in Grecia e formatosi nel crogiolo della cultura classica e del tardo romanticismo tedesco, De Chirico sviluppa le basi di una nuova concezione artistica insieme al fratello minore Alberto Savinio. Allievo all’Accademia delle belle arti di Monaco a partire dal 1908, scopre il pensiero di Nietzsche e Schopenhauer, così come le opere di Böcklin e di Klinger. Dopo un passaggio prima a Milano poi a Firenze, è tuttavia in Francia, e precisamente a Parigi dall’autunno 1911, che elabora un vocabolario plastico singolare a contatto con le rivoluzioni pittoriche moderniste, facendosi presto notare da alcune personalità artistiche dell’epoca. Guillaume Apollinaire, Maurice Raynal e André Salmon, ma anche André Breton, Paul Éluard e Jean Paulhan, sono tra i primi a interessarsi alla sua opera e a promuoverla.
Al Museo dell’Orangerie, questa mostra trova dunque la sua collocazione intorno alla figura di Paul Guillaume, che fu il primo mercante di Giorgio de Chirico. Di ritorno in Italia nel 1915, viene inviato a Ferrara insieme al fratello Savinio per ragioni militari e da lì proseguirà le sue ricerche pittoriche. Il periodo ferrarese (giugno 1915-dicembre 1918) è l’occasione per i pittori Carlo Carrà e Giorgio Morandi di frequentare i due fratelli, permettendo così la nascita di quella che sarà in seguito denominata “scuola metafisica”, su cui si chiude la mostra.

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